Sale: le varietà che fanno bene

UN CONSUMO ECCESSIVO – E’ risaputo che il sale può far male e che deve essere consumato con moderazione. L’OMS, sottolineando i danni provocati dal sale, ha fissato il limite giornaliero di 4/5 grammi per contenere le diverse ripercussioni sulla salute dell’organismo. Un consumo smisurato di sale può alterare la pressione del sangue, favorire l’osteoporosi e il rischio di tumore allo stomaco, infine può aumentare la ritenzione idrica, il formarsi della cellulite e l’aumento del peso.

IL PIÙ’ DANNOSO – Per ovviare a tutta questa lista di disturbi è giusto sapere che il sale più pericoloso è quello bianco e raffinato che si trova comunemente sugli scaffali dei negozi alimentari, perché è particolarmente ricco di cloruro di sodio.

LE QUALITÀ’ MENO DANNOSE – Lo sapevate che un ottimo sostituto al condimento tradizionale potrebbe essere il sale marino integrale che oltre ad avere molte proprietà benefiche è ricco di minerali? Noi vi consigliamo anche il sale allo iodio, alleato ideale per il buon funzionamento della tiroide.

IL SALE HIMALAYANO – In alternativa, è diventato molto comune anche il sale Himalayano dall’inconfondibile colore rosa e particolarmente consigliato in tutti i casi di ipertensione. Questo sale deriva da formazioni cristalline e può avere un colore più o meno intenso a seconda della percentuale di ferro che contiene. E’ particolarmente ricco di oligoelementi e sali minerali.

AUSTRALIA, CIPRO, INDIA E GIAPPONE – Dalle isole di Cipro arriva la qualità dal gusto unico e di derivazione lavica. Questo prodotto ricco di carboni attivi è particolarmente adatto da consumare crudo per condire carni e verdure. Hanno proprietà benefiche anche il sale Aguni, prodotto in maniera tutta naturale su un’isola Giapponese, il sale fossile indiano kala namak dal particolare colore viola e il sale Australiano proveniente da bacini sotterranei.

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